Peppa Pig
Peppa Pig è il cartone preschool più visto al mondo. Più di qualunque altro. I miliardi di view sui canali YouTube ufficiali sono solo la punta dell'iceberg, perché Peppa è in onda gratis su decine di canali in chiaro in praticamente ogni paese del pianeta, in oltre quaranta lingue, da vent'anni. Noi recensiamo questo cartone perché è impossibile ignorarlo, ma il nostro voto è più basso di quello che il consenso generale potrebbe suggerire, e vogliamo spiegare perché.
Peppa Pig è prodotto da Astley Baker Davies (UK) e distribuito globalmente da Hasbro. È disponibile gratis su RaiPlay Yoyo e Cartoonito con doppiaggio italiano completo, ed è anche su Netflix Italia. Ogni episodio dura cinque minuti, ce ne sono oltre quattrocento, e tre nuove stagioni si stanno producendo in questo momento.
Cosa vede il bambino. Peppa è una maialina di cinque anni che vive con il fratello George, Mamma Pig e Papà Pig. Ha una serie di amici, tutti animali stilizzati molto semplici (Suzy Sheep, Rebecca Rabbit, Danny Dog, Pedro Pony). Ogni episodio dura cinque minuti e racconta una piccola scena di vita quotidiana: Peppa va in piscina, Peppa va dal dentista, Peppa fa la spesa, Peppa va a una festa di compleanno. Le situazioni sono semplici, riconoscibili, perfette per il bambino di tre o quattro anni che sta imparando a riconoscere il mondo intorno a sé.
Quello che funziona di Peppa è la struttura. Cinque minuti per episodio sono il formato perfetto per la concentrazione di un bambino piccolo. La narrazione è chiara, il linguaggio è semplice, i personaggi sono distinguibili a colpo d'occhio. Nei primi episodi della prima stagione, in particolare, c'è una qualità pedagogica vera: Peppa fa esperienze che il bambino italiano riconosce dalla propria vita, e questo crea un punto di contatto importante. Per molti bambini italiani Peppa è il primo cartone "da grandi" che si guardano da soli, e questa è una piccola transizione importante.
E adesso veniamo ai problemi. Sono tre, e non sono piccoli.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
Il primo è il tono. Peppa è disegnata come un personaggio leggermente sarcastico, che ride spesso del padre (Daddy Pig viene quasi sempre raffigurato come pasticcione, sovrappeso, lento di comprendonio, e Peppa lo prende in giro apertamente). Il tono di derisione verso il padre è sistemico, non episodico, e bambini di tre o quattro anni che assorbono pattern comportamentali iniziano spesso a imitare quel tono in casa. Molti genitori in tutto il mondo riportano di figli che, dopo settimane di Peppa Pig, hanno cominciato a parlare in modo più impertinente con i propri genitori. Non è una leggenda urbana: è un fenomeno documentato in articoli su varie testate.
Il secondo è l'effetto sull'accento. Bambini americani, italiani, brasiliani e di mezzo mondo hanno cominciato a pronunciare parole con accento britannico marcato dopo un consumo intensivo di Peppa. Anche questo è documentato. È curioso e per alcuni anche tenero, ma è il sintomo di un esposizione molto intensa a un singolo modello linguistico, e può creare confusioni di pronuncia.
Il terzo è il merchandising. Peppa è prima di tutto un brand commerciale Hasbro, e il cartone funge da catalogo permanente per una linea infinita di giocattoli, libri, vestiti, accessori. I bambini affezionati al cartone diventano sistematicamente affezionati ai prodotti, e la richiesta di "compralo, compralo" può diventare insostenibile.
Cosa salviamo. La prima stagione, in particolare, è ben fatta, gentile, e ha episodi davvero bellissimi (la pozzanghera di fango, il primo giorno di scuola di Peppa, la pioggia). Se decidete di guardare Peppa con i vostri bambini, scegliete in modo curato quali episodi proporre, evitate la maratona, e date il polso del cartone in modo razionato. Il rischio non è che il bambino "si rovini" guardandolo, è che ne diventi dipendente in modo passivo.
Lo consigliamo dai tre ai cinque anni, in piccole dosi (un episodio o due alla volta, mai una stagione intera consecutiva), e con un genitore che ogni tanto commenti i comportamenti di Peppa per smorzare il modello. Approvato con riserva forte. Non è un cartone "cattivo", è un cartone enorme che, a piccole dosi, fa il suo onesto dovere; a dosi grandi, lascia tracce che molti genitori si pentono di non aver visto prima.
Punti di forza
- episodi cortissimi di 5 minuti
- linguaggio semplice
- scene di vita quotidiana realistiche
- narrazione molto chiara
Punti deboli
- tono sarcastico/birichinescolavorato sui genitori
- alcuni episodi controversi con derisioni leggere
- fenomeno dell' accento britannico esagerato imitato dai bambini
- Peppa spesso ride sarcastica del padre (Daddy Pig dipinto come pasticcione)